Ventura è il nuovo ct della nazionale

L’annuncio l’ha dato il presidente federale Carlo Tavecchio al termine del consiglio federale: l’ex tecnico del Torino firma per due anni. “L’uomo giusto per proseguire il lavoro”. Presentazione il 18 luglio


di FRANCESCO SAVERIO INTORCIA

ROMA – Giampiero Ventura è ufficialmente il nuovo commissario tecnico azzurro. Ha firmato un contratto biennale con l’Italia, guadagnerà 1,3 milioni a stagione, molto meno del suo predecessore Antonio Conte, che guiderà il Chelsea al termine dell’Europeo. L’annuncio è stato dato al Consiglio federale poco fa dal presidente Carlo Tavecchio, che da giorni ha evitato di pronunciarsi ufficialmente sul nuovo ct solo per rispettare la prassi istituzionale: la nomina dei selezionatori, infatti, va comunicata al Coni e ai consiglieri federali, anche se resta una prerogativa esclusiva del presidente. E Tavecchio ha scelto Ventura nonostante il parere contrario di una corrente in Federcalcio, convinto che “esperienza, capacità di gestire il gruppo e doti morali” dell’ex tecnico del Toro siano le caratteristiche ideali “per proseguire il lavoro di Conte“. “È un maestro di calcio – ha detto il n.1 Figc – ha insegnato a tanti allenatori le sue regole innovative e lanciato un sacco di calciatori, alcuni dei quali sono in azzurro. Ha esperienza smisurata nella formazione dei vivai e un sano concetto di appartenenza alla società per cui lavora. E poi ha lo stesso concetto del lavoro e del sacrificio di Antonio Conte, quindi credo sia la persona giusta”.

In verità, la Federcalcio muta orizzonti: sceglie un allenatore più esperto (68 anni, Conte ne compie 47 fra un mese), con uno stipendio che torna in linea con i canoni tradizionali (Prandelli guadagnava circa 1,5 milioni, Conte è arrivato a quasi 4,5 con i premi) e con uno staff ridotto, dopo le polemiche in consiglio sull’aumento smodati dei costi del Club Italia. 08. Rispetto a Conte, non sarà supervisore delle giovanili. Il nuovo ct, che una settimana fa a Bari ha sposato la sua Luciana, debutterà il 1° settembre nell’amichevole Italia-Francia, in casa, con sede ancora da definire. Un test che inaugurerà la nuova gestione tecnica, a ridosso dell’esordio nel girone di qualificazione al Mondiale previsto quattro giorni più tardi in Israele.

Resta in stallo invece la nomina di Marcello Lippi a direttore tecnico, il regolamento federale sul conflitto d’interessi gli impedisce di assumere l’incarico finché suo figlio Davide sarà agente di calciatori italiani (fra gli altri, assiste l’azzurro Chiellini). Per ora la Figc chiederà un parere alla Corte federale. “Decisione corretta – dice l’ex presidente Giancarlo Abete – fermo restando che il direttore tecnico non avrebbe la titolarità per convocare i giocatori. La norma ha carattere generale e va collegata alla fattispecie evidenziata”.


FONTE: www.repubblica.it

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