Rimini, giovane donna rifiuta la chemioterapia per cure alternative e muore.

Madre di due bambini, di 10 e 8 anni, muore dopo aver rifiutato un ciclo di chemioterapia e aver curato il tumore al seno con decotti alle ortiche e impacchi di ricotta.


084203274-73792556-4137-4282-8e66-5c23968f630eRIMINI – Una donna di 34 anni, madre di due bambine, era stata operata di tumore al seno quattro anni fa e, dopo l’intervento, era necessario un ciclo di chemioterapia. Ma la donna ha rifiutato ed è morta. Come riporta il Resto del Carlino di Rimini, ha voluto seguire le teorie del dottor Hamer e cercava di contrastare il tumore con impacchi di ricotta e decotti di ortica. Un altro caso, a pochi giorni dalla storia di Eleonora Bottaro, la ragazza morta di leucemia dopo che i suoi genitori avevano rifiutato le cure “classiche” seguendo, anche loro, le teorie del “guru” tedesco.

Il medico che tempo fa ha operato la mamma si chiama Domenico Samorani, responsabile della Chirurgia del seno dell’ospedale di Santarcangelo. Ed è preoccupato: “Quello era un tipo di tumore guaribile. Voglio lanciare un allarme che non è solo locale, ma è nazionale. Cosa possiamo fare noi chirurghi, Ordini dei medici, Aziende sanitarie, noi come persone per fermare questa follia?”.

A Rimini i tentativi della famiglia della paziente e del chirurgo che l’ha operata di farle cambiare idea non sono serviti a nulla. Ora i familiari vogliono capire quali strade si possono percorrere, per valutare se ci sono responsabilità da parte di un uomo che la consigliava su come combattere il tumore con strani rimedi naturali. “È tornata in reparto tre mesi fa perchè stava male – continua Samorani – abbiamo fatto gli accertamenti, ma le metastasi erano in tutto il corpo. Le ho riproposto la chemioterapia, avevamo ancora qualche possibilità di fermarle ma lei ha continuato a rifiutare”. “I casi di persone che rifiutano le cure tradizionali per affidarsi a strane persone e a pericolose teorie di guarigione sono in aumento – aggiunge lo specialista – Sono almeno dieci le donne che in questi ultimi tre anni hanno rifiutato radio e chemio pur essendo ammalate di tumore: sono tutte morte”.

“Questa ragazza ha scelto liberamente ed è una ragazza che non aveva nessun tipo di mancanza, di privazione, in piena coscienza e conoscenza: 34 anni, molto intelligente, aveva un’azienda da gestire, sposata, con due bambini” dice ancora Samorani: “Ha detto che non voleva morire di chemioterapia, probabilmente aveva visto morire il papà, poco prima che le venisse il tumore, e non voleva fare la sua fine, era rimasta scossa. Devo dire che era una ragazza molto decisa, non una di quelle che si fa convincere e quindi aveva fatto la sua scelta, fin da subito. Ha cercato altre cose, non è stato viceversa. Dall’altra parte c’è stata la famiglia di lei che ha fatto il possibile, ha fatto una battaglia durissima per convincerla a curarsi, ma non ci sono riusciti”.

“So che seguiva questa metodologia di Hamer basata, dal pochissimo che conosco, sul superamento dei problemi psicologicidei conflitti familiari, che uno ha dentro di se – spiega il medico riminese – Non c’entra niente con gli impacchi di ricotta, quelle sono altre tendenze, ci sono quelli che usano anche i decotti di scorpione”. “L’unica cosa – ribadisce – è informare, perché si sceglie liberamente: ma ci vorrebbero controlli più severi da parte dell’Ordine dei Medici, più trasparenza, un registro che dica chi sono quelli che fanno queste terapie”.


FONTE: www.repubblica.it

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