Reversibilità: Governo pensa a tagli sugli assegni alle vedove

In prima linea contro la misura prevista nel ddl c’è Matteo Salvini, che accusa: “Mi fa schifo fare cassa sui morti”. Ma prende le distanze dall’ipotesi anche il dem Cesare Damiano


 

 

C_4_articolo_2160317_upiImagepp15 febbraio 2016 – C’è anche la possibilità di rivedere le pensioni di reversibilità nel ddl che riordina le prestazioni assistenziali e previdenziali contro la povertà con misure legate al reddito e al patrimonio. Ed è polemica sull’ipotesi, che riguarda quindi gli assegni agli eredi del pensionato morto con i requisiti per il trattamento. Ma il governo precisa: interverremo solo per evitare sprechi e duplicazioni, non per fare cassa. La delega dà, non toglie.

A protestare è in primo luogo Matteo Salvini, che accusa il governo di “voler tagliare le pensioni di reversibilità”. “In commissione Lavoro alla Camera – dice il segretario del Carroccio – è arrivata la proposta renziana di legare all’Isee le pensioni di reversibilità, fregando così migliaia di persone, soprattutto donne rimaste vedove. Rubando contributi effettivamente versati, per anni. Un governo che fa cassa sui morti mi fa schifo”.

Palazzo Chigi: sarà una lotta agli sprechi – Ma la replica di Palazzo Chigi precisa: “Se ci saranno interventi di razionalizzazione saranno solo per evitare sprechi e duplicazioni, non per fare cassa in una guerra tra poveri. La delega del governo dà e non toglie”, stanziando per la prima volta un miliardo di euro strutturale su una misura unica di lotta alla povertà e predisponendosi a convogliare risorse europee su quello stesso strumento e sulla rete di servizi per la presa in carico offerti da comuni e terzo settore.

Damiano: inaccettabile tagliare la reversibilità – Prende le distanze dal provvedimento però anche Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera ed esponente della minoranza Pd. Il provvedimento, spiega l’ex ministro del Lavoro, è “in sè positivo, ma prevede la possibilità di tagliare le pensioni di reversibilità. Per noi questo non è accettabile: si tratterebbe dell’ennesimo intervento dopo quelli, pesanti, del governo Monti”.

“La previdenza – aggiunge – non può essere considerata la mucca da mungere”. Damiano approfitta della situazione per sottolineare l’esigenza a suo avviso di mettere “rapidamente nell’agenda del governo il tema delle pensioni”. Per tre motivi, spiega, “il primo è che Cgil, Cisl e Uil hanno scritto al premier Renzi e al ministro Poletti per chiedere un incontro per affrontare il tema della flessibilità insieme agli altri e numerosi problemi aperti (esodati, ricongiunzioni, precoci, usuranti). Il secondo motivo è che in commissione Lavoro della Camera è incardinata e in discussione la proposta di legge sulla flessibilità insieme a quelle di tutti gli altri partiti: si dovrebbe arrivare a un testo unificato”. Il terzo motivo è appunto l’approdo alla Camera della delega del governo sul tema del sostegno alla povertà”.

Il ddl approvato dal governo ha lo scopo di “razionalizzare” le varie misure assicurando però che le nuove regole varranno solo per le prestazioni richieste dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi mentre gli assegni in essere non saranno toccati.


FONTE: TGCOM24

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