Renzi: i ballottaggi decidono il suo futuro


di Mario Fabbroni

Duelli al sole. Divisi tra la prima tintarella e il voto nelle principali città, domenica prossima gli italiani potrebbero decidere una bella fetta del futuro politico di Renzi. Che lo voglia o no, il premier verrà direttamente coinvolto nel risultato finale. Lo scenario peggiore sarebbe quello di una doppia sconfitta a Roma e Milano: la capitale del Belpaese nelle mani della pentastellata Raggi e la capitale economica guidata indirettamente da un Berlusconi ancora convalescente dopo l’operazione a cuore aperto, produrrebbero contraccolpi duri da digerire per il Governo.

Vademecum elettorale: mappa del voto, quando si vota e documenti necessari (134mm x 100mm)
Vademecum elettorale: mappa del voto, quando si vota e documenti necessari (134mm x 100mm)

Perdendo Roma ma gestendo ancora le amministrazioni di Milano, Torino e Bologna, Matteo Renzi invece potrebbe tutto sommato concentrarsi sul risultato del referendum constuzionale di ottobre. Di sicuro, lo attende un’estate e un inizio d’autunno dove l’azione politica andrà ad alta velocità: sia nel partito che al Governo, Renzi si giocherà davvero tutto. Pensioni, nuovo slancio all’economia reale, una legge finanziaria di ampio respiro, tasse più giù: ecco cosa dovrà fare il premier dopo aver messo nel paniere il “sì” alle unioni civili.

I risultati al primo turno dei candidati al ballottaggio nei 20 comuni capoluogo al voto domenica (157mm x 230mm)
I risultati al primo turno dei candidati al ballottaggio nei 20 comuni capoluogo al voto domenica (157mm x 230mm)

Per il bookmakers, la partita delle città non dovrebbe vivere sussulti estremi. Così, dopo il “miracolo” della conquista del ballottaggio, a Roma Roberto Giachetti è chiamato ad un ribaltone mai visto prima. Mentre a Milano la distanza davvero esigua tra il “favorito” Giuseppe Sala e l’outsider del centrodestra Stefano Parisi (meno di 5000 voti) è una scommessa da tripla. Sullo sfondo, a Torino e Bologna il segno 1 dovrebbe premiare i sindaci del Pd (Fassino e Merola) che pur devono vedersela con due donne d’assalto (Appendino e Bergonzoni, rispettivamente M5S e Lega), mentre il Comune di Napoli è già fuori combattimento per il Pd (superfavorito il sindaco uscente Luigi De Magistris sul berlusconiano Gianni Lettieri). L’ora dei verdetti si avvicina.


FONTE: leggo.it

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