Pozzuoli: donna bruciata viva dal suo ex. Il gip: “Troppo grave è il fatto ma soprattutto, troppo irrefrenabili la carica aggressiva e la furia dimostrate dall’uomo”

Il giudice di Cassino nell’ordinanza cautelare a carico di Pietropaolo: “Ha mostrato una carica aggressiva irrefrenabile. È opportuno scandagliare le sue condizioni psichiche”


Carla Ilenia Caiazzo
Carla Ilenia Caiazzo – web source

Una vicenda “orribile“, caratterizzata da “modalità esecutive tremende” e posta in essere da una persona “evidentemente incline a scoppi di furia brutale“. Così, in cinque pagine dattiloscritte, il giudice del tribunale di Cassino Angelo Valerio Lanna motiva l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di Paolo Pietropaolo, il quarantenne che ha dato fuoco alla ex compagna, Carla Ilenia Caiazzo, riducendola in gravissime condizioni e mettendo seriamente a rischio la bimba che la donna portava in grembo e che è venuta alla luce, pur prematura, grazie all’intervento dei sanitari dell’ospedale Cardarelli.

Nel suo provvedimento, il giudice descrive Pietropaolo come un uomo che, “prescindendo dall’aspetto contrito e dai principi etici ostentati” all’udienza di convalida, “si è mostrato di indole notevolmente violenta. Un soggetto iracondo e collerico, incapace di tenere bene a freno pulsioni ed emozioni“. Il gip, competente perché l’arresto di Pietropaolo era avvenuto a Formia, ha trasmesso gli atti alla Procura di Napoli. Entro venti giorni, i pm Raffaello Falcone e Clelia Mancuso, coordinati dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio, dovranno chiedere un nuovo provvedimento restrittivo al tribunale del Centro direzionale.

Nel frattempo, Pietropaolo sarà presumibilmente trasferito in cella a Poggioreale. “Ho sbagliato, voglio pagare. Devo stare in carcere“, ha ripetuto al suo difensore, l’avvocato Gennaro Razzino, che sta valutando la possibilità di chiedere una consulenza neurologica. Il penalista chiederà anche di valutare la compatibilità con il regime carcerario delle condizioni psicologiche dell’indagato, che ha tentato già due volte il suicidio, l’ultima subito dopo l’efferata aggressione ai danni di Carla.

Anche il gip di Cassino, nella sua ordinanza, ritiene “opportuno scandagliare adeguatamente le condizioni psichiche del soggetto“. La vicenda, scrive ancora il magistrato, “pur nella sua drammaticità agghiacciante, risulta agevolmente e compiutamente ricostruita“. Agli occhi del giudice, gli indizi appaiono “granitici“, le ragioni alla base del gesto “futili“, perché dettate da “banali motivi di gelosia“, il gesto premeditato come emergerebbe dalla confessione resa dall’indagato.

Nel corso dei due interrogatori sostenuti dopo l’arresto, Pietropaolo infatti ha riferito “di aver già in passato coltivato propositi aggressivi” nei confronti di Carla e di aver “già da tempo deciso, se non proprio di ucciderla, almeno di procurarle danni importanti “. Nel primo verbale, l’uomo ha detto di aver scritto alcune lettere nelle quali manifestava l’intenzione di uccidersi e di “strozzare” la donna con la quale stava insieme praticamente da sempre (lui aveva 13 anni, lei 11) che portava in grembo la loro bambina ma dalla quale era convinto di essere stato tradito.

Paolo Pietropaolo - web source
Paolo Pietropaolo – web source

Non volevo ucciderla – ha sostenuto – dopo averle dato fuoco non l’ho nemmeno investita, nonostante avessi potuto. Volevo solo sfregiarle il viso. È una ragazza molto bella “. Frasi sconvolgenti, che inducono il giudice a definire “il proposito criminoso” di Pietropaolo “persistente e immutabile da lungo tempo, sebbene magari non esattamente delineato“.

L’uomo dunque deve restare in carcere, rileva il magistrato, anche perché “almeno nel presente momento storico e processuale” non sono ipotizzabili misure alternative: “Le indagini dei carabinieri vanno avanti. Gli inquirenti hanno chiesto al Ris accertamenti sugli abiti di Carla per analizzare il liquido utilizzato dall’aggressore. Nei prossimi giorni saranno ascoltati nuovi testimoni, in particolare fra i familiari della vittima, per accertare quanto accaduto nei giorni che hanno preceduto la tragedia e verificare la ricostruzione dei fatti fornita da Pietropaolo negli interrogatori. Intanto continuano a piovere attestati di solidarietà e affetto per Carla, la sua famiglia e per la bimba appena nata. I suoi vagiti, dopo tanto orrore, restituiscono un soffio di speranza.


FONTE: napoli.repubblica.it

Commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Accedendo acconsenti all'utilizzo dei cookies in accordo con la politica e regolamentazione vigente in materia di cookies e privacy. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi