Parlare con le piante in un futuro non molto lontano sarà possibile.

Progetto innovativo, tutt’oggi in fase di finanziamento che ci consentirà in futuro di parlare con le piante che capiranno le nostre parole e risponderci, con parole comprensibili al nostro cervello. Sembra fantascientifico, ma le basi sono ben reali.


OGNUNO DI NOI SI E’ MAI CHIESTO: se il vaso di primule che hai in casa sia d’accordo con il fatto di essere annaffiato ogni tanto, perché spesso ti dimentichi? E se il tuo cactus sia felice di essere una pianta grassa, o se avrebbe anche lui bisogno di una dieta? O, ancora, la quercia che hai fuori casa sarà d’accordo che il tuo cane faccia tutti i giorni la pipì sui suoi piedi? Domande che sicuramente ti sarai posto almeno una volta (…) ma a cui forse, in futuro, potremmo anche avere una risposta.

3060347-inline-s-1-microsoft-teaches-plants-to-talk-with-project-florenceE la garanzia non è una startup qualsiasi, bensì una delle aziende di tecnologia più famose del mondo, Microsoft, che ha stanziato dei finanziamenti per supportare un progetto unico: un sistema che permetterà di parlare con le piante, facendo delle domande e ricevendo una loro risposta. Incredibile, vero?

Che le piante abbiano qualche modo per comunicare, infatti, lo sappiamo ormai da molto tempo, quando negli anni ’60 qualcuno decise di collegare un macchinario elettrico (come quello per il nostro elettrocardiogramma) ad una pianta, e gli impulsi elettrici inviati a seconda di chi toccava questa pianta erano diversi (se la toccava chi la innaffiava ogni giorno il grafico era quasi nullo, se veniva toccata da chi ne aveva strappato delle foglie il grafico era molto più mosso, quasi che la pianta avesse paura di quella persona). Riprendendo quegli studi, il progetto si basa sul chiudere la pianta in una sfera di vetro (no, non si potrà parlare con la quercia) e digitare le nostre domande su un computer. Queste verranno tradotte in una serie di segnali luminosi a lunghezza d’onda diversa da una lampada che si trova sopra alla pianta, e da quella partiranno una serie di stimoli elettrici che, recepiti e interpretati dal macchinario, saranno in grado di tradurre in parole comprensibili il pensiero della pianta.

E’ vero, sembra tutto molto fantascientifico, ma il fatto che una delle aziende più importanti al mondo abbia deciso di finanziarlo ci fa capire che non è una cosa completamente fuori dal mondo, anzi. Si tratta di un progetto sicuramente interessante, che ci farà finalmente capire (se verrà portato a termine) i segreti di un mondo che da sempre ci circonda e che rimane, però, in gran parte sconosciuto per noi. La domanda che si pongono un po’ tutti è però quali siano, effettivamente, gli scopi pratici di questo progetto, visto che per adesso si tratta solamente di uno sviluppo teorico, perché non sappiamo quanto utili potrebbero essere le informazioni che ci vengono fornite da una pianta. In ogni caso, lo sviluppo va avanti, e chissà che un domani non avremo più bisogno di un cane, per un po’ di compagnia: magari basteranno i nostri amici gerani.


FONTE: www.curiosone.tv

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