La Vespa, 70 anni di una storia d’Italia su due ruote

La Piaggio ha depositato il brevetto il 23 aprile 1946, poche settimane prima del referendum monarchia-repubblica. Settanta anni di storia tra soluzioni tecniche, volumi di produzione e grande cinema


L’Italia repubblicana è un Paese fondato su due costanti. La prima è ovviamente il campionato di calcio. La seconda è un ciclomotore che ha preso posto nella collezione permanente del MoMa di New York. Stiamo parlando della Vespa, il capolavoro di Piaggio. Dal 1946 la vita del nostro Paese è stata segnata dalla presenza costante, inesorabile, iconica di questo aggeggio a due ruote nato quasi per caso 70 anni fa. Era il 23 aprile del 1946 quando la Piaggio deposita all’Ufficio centrale dei brevetti per invenzioni, modelli e marche del Ministero dell’Industria e del commercio di Firenze il brevetto per “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.

LE ORIGINI — Enrico Piaggio, erede di una dinastia imprenditoriale esperta nella costruzione di aeroplani da guerra, deve cambiare passo per sopravvivere alla fine del secondo conflitto mondiale. Si tratta di inventarsi qualcosa per rimettere in moto gli stabilimenti di produzione. E la scelta cade su un mezzo per la mobilità individuale, il progenitore del ciclomotore. Peccato che il prototipo di motorscooter (disegnato sulla falsariga delle piccole motociclette per paracadutisti) e siglato MP5, battezzato “Paperino”, non fosse piaciuto al padrone. Che incaricò Corradino D’Ascanio di rivedere il progetto. Il risultato diventò realtà nell’aprile del 1946. Il nome del veicolo fu coniato dallo stesso Enrico Piaggio che davanti al prototipo MP6, dalla parte centrale molto ampia per accogliere il guidatore e dalla vita stretta, esclamò: “Sembra una vespa”. E Vespa fu.

INIZIO FATICOSO — L’inizio però non fu dei più semplici: i primi duemila esemplari della Vespa 98 (come la cilindrata del motore mono a due tempi) furono venduti con grandissima difficoltà dalla rete ancora embrionale di concessionari a disposizione della Casa di Pontedera. La Vespa 98 viene posta in vendita in due versioni e con due prezzi: 55.000 lire per la versione base, 61.000 lire per la lusso con alcuni optional quali il contachilometri, il cavalletto laterale e gli pneumatici con spalla bianca. Negli ultimi mesi del ‘47 la produzione inizia a decollare, e con l’anno successivo esce dagli stabilimenti Piaggio la Vespa 125, modello superiore che subito si afferma come successore della prima Vespa 98.

SUCCESSI — Il miracolo Vespa è ormai una realtà. A quattro anni dall’inizio della produzione Vespa sarà prodotta in 13 Nazioni e commercializzata in 114 Paesi nel mondo. Anche in Australia, in Sud Africa (dove viene battezzata “Bromponie”, il pony della brughiera), Iran e Cina. E viene copiata: il 9 giugno 1957 le Isvestja salutano l’avvio della produzione a Kirov, in Unione Sovietica, della Viatka 150 cmc, un clone pressoché perfetto di Vespa.

RECORD — Nel novembre ‘53 viene prodotto il cinquecentomillesimo modello, e nel giugno ‘56 il milionesimo. Nel 1960 Vespa supera il traguardo dei 2 milioni di unità prodotte; saranno 4 milioni nel 1970, e oltre 10 milioni nel 1988, tanto da fare di Vespa – oggi arrivata a superare quota 18 milioni – un fenomeno unico nel settore delle due ruote motorizzate. Del tutto eccezionale e unica è la storia di Vespa PX, il singolo modello di maggior successo nella storia di Vespa: nata nel 1977 e ancora in produzione nelle cilindrate 125 e 150 cmc, per la felicità dei suoi estimatori, ha superato la cifra di tre milioni di unità vendute.

COSTUME — Ma Vespa non è solo un fenomeno commerciale. È un evento che coinvolge la storia del costume. Negli anni della Dolce Vita Vespa diventò sinonimo di scooter e il ruolo giocato da Vespa nel costume non solo italiano è documentato dalla presenza del veicolo in centinaia di film. Audrey Hepburn e Gregory Peck in Vacanze Romane (1953) infatti sono solo i primi di una lunga serie di attrici e attori internazionali che negli anni sono stati ripresi sullo scooter più famoso del mondo, in film che vanno da Quadrophenia ad American Graffiti, da Il talento di Mr. Ripley a Caro Diario. Nelle foto, nei film e sui set, Vespa è stata compagna di viaggio di Raquel Welch, Ursula Andress, Joan Collins, Jayne Mansfield, Virna Lisi, Milla Jovovich, Marcello Mastroianni, John Wayne, Henry Fonda, Gary Cooper, Jean-Paul Belmondo, Nanni Moretti, Sting, Antonio Banderas, Matt Damon, Owen Wilson e Nicole Kidman.

NUOVA GIOVINEZZA — Ora che spegne le sue prime 70 candeline Vespa vive uno dei momenti più felici della sua lunga vita. Dal 2004, quando furono prodotti 58.000 veicoli, la crescita del marchio Vespa è stata spettacolare. Si sono toccate le 100.000 nel 2006, per arrivare alle quasi 170.000 del 2015. Vespa ha triplicato la sua produzione nel giro di un decennio durante i quali un milione e mezzo di nuove Vespa hanno iniziato a percorrere le strade del mondo. Merito anche di una rinnovata gamma prodotto – che da anni nonostante le richieste dei puristi ha abbandonato quasi del tutto il cambio manuale – che si fonda su Primavera, Sprint e GTS (l’erede del Vespone) e a cui si affiancano le edizioni speciali, come l’esclusiva 946 firmata Giorgio Armani.


FONTE:  Marco Gentili – www.gazzetta.it

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