Il terremoto in Centro Italia: le cause In prossimità dell’epicentro del sisma esiste una importante faglia che da tempo i geologi sostenevano che potesse ritornare in attività. E così è successo.

24 agosto 2016. Terremoto nell’Appennino. La zona colpita dal terremoto odierno rientra nella fascia ad altissima pericolosità che corre lungo l’asse della catena appenninica.


Mercoledì 24 agosto alle 3:36 del mattino c’è stato un terremoto di magnitudo 6.0 (Scala Richter) con epicentro nei pressi di Amatrice e Accumoli, due piccoli paesi (2.600 e 670 abitanti rispettivamente) nella provincia di Rieti.

Il primo sisma, con epicentro ad Accumoli, ha avuto una magnitudo di 6.0, una profondità di 4 km ed è durato 142 secondi. Alle 3.56 la seconda scossa, ad Amatrice, di magnitudo 4.4.

Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, fino alle ore 8 del 25 agosto sono state localizzate più di 470 repliche: 85 gli eventi sismici localizzati di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 8 i terremoti localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0, quello avvenuto nella zona di Norcia (PG) con magnitudo 5.4 alle 04:33.

Ma vediamo la scienza di questo terremoto.

LE CAUSE. Il terremoto del 24 agosto 2016 si è verificato ai piedi dei Monti della Laga che si si sviluppano per oltre 24 km tra gli altopiani di Amatrice (RI) e di Campotosto (AQ).

Queste rocce sono il risultato di materiale che scivolava lungo dei conoidi sottomarini in seguito al sollevamento e al corrugamento del Gran Sasso. Si trattava cioè di vere e proprie frane sottomarine. Il materiale andava a riempire un bacino di mare molto profondo che si sprofondava sempre più. Oggi gli strati di quei materiali sono inclinati verso est.
Le frecce indicano la presenza della faglia ai piedi dei Monti della Laga
terr6.570
Queste rocce sono il risultato di materiale che scivolava lungo dei conoidi sottomarini in seguito al sollevamento e al corrugamento del Gran Sasso. Si trattava cioè di vere e proprie frane sottomarine. Il materiale andava a riempire un bacino di mare molto profondo che si sprofondava sempre più. Oggi gli strati di quei materiali sono inclinati verso est.

A differenza degli altri gruppi di montagne che si trovano nell’Appennino Centrale, i quali sono costituiti da rocce carbonatiche, ossia da calcari e dolomie, qui ci troviamo di fronte a rocce che i geologi chiamano di origine “torbiditica”, la cui età è di circa 6-7 milioni di anni. Una successione torbiditica è composta generalmente da arenarie, ossia materiale tipo sabbie e materiale più fine, come argille.

Così si sono formati gli strati dei Monti della Laga. Enormi frane sottomarine portavano materiale da dimensioni di sabbie ad argille sul fondo del mare. Quel materiale trasformatosi in rocce è poi stato sollevato da fenomeni geologici successivi

ter3.570
I terremoti avvenuti nell’area dal 1985 ad oggi. Nessuno di forte intensità. I principali terremoti storici sono avvenuti nel 1639 (Magnitudo 6.2), 1646 (Magnitudo 5.9) e nel 1703 (Magnitudo 6.9).

LA FAGLIA. Successivamente alla loro formazione, in tempi più recenti, forse tra 2 e 3 milioni di anni fa, in seguito ai movimenti cui sono stati sottoposti gli Appennini nel loro insieme e in particolare in seguito all’innalzamento del gruppo del Gran Sasso più a sud, si è venuta a formare una lunga frattura, ossia una faglia, che si sviluppa per alcune decine di chilometri e che nel tempo si è mossa per circa 2000 metri.

Per molto tempo questa faglia è stata “silente”, ma i geologi, studiando la storia della faglia, avevano denunciato la possibile riattivazione.
In particolare essa era stata studiata in prossimità di Campotosto (non molto lontano dall’epicentro del sisma) e le analisi avevano permesso di accertare che, pur non avendo mai dato origine a terremoti molto forti in tempi storici, si era attivata negli ultimi 8.000 anni.

Va sottolineato che nessuno aveva predetto il sisma del 24 agosto, sia chiaro, ma solo che la faglia poteva riattivarsi in tempi storici e dunque creare un terremoto. Nel corso del tempo il movimento della faglia ha provocato un ribassamento dell’area ad ovest, dove si trova, tra l’altro, Amatrice.

ter4.570
I terremoti nell’area avvenuti negli ultimi 90 giorni

Nell’area ci sono poi, altre faglie più piccole che potrebbero muoversi nei prossimi giorni per assestamento. Lungo tali fratture si sono formati numerosi torrenti, chiamati fossi, che presentano numerose cascatelle che si formano in prossimità di rocce di tipo diverso. Su questa storia più antica si sono poi impostati i ghiacciai, testimoniati da depositi morenici e numerosi circhi glaciali, ossia il luogo dove prendevano forma i ghiacciai stessi.

Riguardo alla prevedibilità del terremoto del 24 agosto (cosa difficile da dimostrare), la spiegazione più interessante è quella di Alessandro Amato, ricercatore dell’INGV, che su Facebook ha mostrato che la scossa di magnitudo 6.0 non è stata preceduta da scosse indicative e rilevanti.

SCOSSA AMATRICE

Il terremoto di magnitudo 6 di questa notte nel reatino non è stato preceduto da nessun “foreshock“, né sciami né isolati. Questa è la registrazione di uno dei sismometri della Rete Sismica Nazionale (AQU). SI vede che prima dell’evento principale delle 3:36 (linee rosse più in alto) la linea è completamente piatta. Ennesima dimostrazione dell’estrema variabilità e imprevedibilità dei terremoti. Unica difesa (per ora) le costruzioni sicure. Punto.


Questo articolo è stato riportato interamente dal sito http://www.focus.it/- scritto da LUIGI BIGNAMI

FONTE: www.focus.it 

Commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Accedendo acconsenti all'utilizzo dei cookies in accordo con la politica e regolamentazione vigente in materia di cookies e privacy. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi