Il fumo da sigaretta altera il microbioma orale

È proprio il caso di affermarlo con una battuta. La sigaretta manda in fumo i batteri buoni. Il fumo di sigaretta, oltre a tutto il resto, altera la composizione del microbioma orale, danneggiando soprattutto i batteri che hanno effetti benefici sulla salute


a cura di Paolo Gangemi, 31 Maggio 2016

microbiotaChi fuma fa male anche agli altri. Anche quando sta da solo. Sì, perché non è veramente da solo: è in compagnia dei batteri che sono in lui, raggiunti anche loro dalle sostanze nocive contenute nelle sigarette. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato recentemente sull’International Society for Microbial Ecology Journal da un gruppo di ricercatori del Langone Medical Center, della New York University School of Medicine. Secondo la ricerca, condotta su 1.204 persone adulte tra fumatori di sigarette, non fumatori ed ex fumatori, l’alterazione del microbioma orale (cioè appunto delle popolazioni batteriche presenti nella bocca) potrebbe causare ulteriori problemi di salute ai fumatori.

La bocca – insieme all’intestino, alla pelle, agli organi genitali – è una delle parti del corpo umano che ospita numerose colonie di batteri: ne sono state censite oltre 600 specie che colonizzano la saliva, i denti, le gengive. In base alla nuova ricerca, adesso sappiamo che molte di queste hanno concentrazioni diverse nella bocca dei fumatori: 150 specie sono in proporzione più numerose rispetto ai non fumatori, mentre 70 sono meno numerose. Neanche a farlo apposta, in molti casi sono danneggiate quelle più benefiche. Per esempio le specie appartenenti al raggruppamento dei proteobatteri sono solo il 4,6 per cento del totale, contro l’11,7 per cento nei non fumatori.

Ironia della sorte, questi batteri sono proprio quelli in grado di spezzare alcune delle molecole tossiche contenute nelle sigarette, come gli idrocarburi policiclici aromatici e lo xilene, e quindi di svolgere una funzione potenzialmente protettiva per la salute dei fumatori. Insomma, chi fuma danneggia proprio i batteri che potrebbero fargli del bene. Viceversa, fra i fumatori sono presenti il 10 per cento in più di specie di streptococchi, che fanno parte dei batteri “cattivi” perché fra le altre cose favoriscono la periodontite e quindi il deterioramento dei denti.

Per quanto riguarda i meccanismi con cui il fumo altera il microbioma, gli studiosi hanno formulato varie ipotesi: per esempio l’acidità della bocca, che notoriamente è maggiore nei fumatori, potrebbe danneggiare molte specie batteriche (ma non gli streptococchi, che sono più resistenti all’acidità); un’altra spiegazione è che il fumo riduce i livelli di ossigeno nella bocca, creando condizioni poco idonee ai batteri aerobici (come i proteobatteri “buoni”) e viceversa adatte a quelli anaerobici (come appunto gli streptococchi). Probabilmente, il fenomeno nel suo complesso è determinato da questi fattori combinati e altri ancora. Lo studio non pretende di aver dimostrato che l’alterazione nel microbioma sia legata a un effettivo peggioramento della salute: per questo serviranno ulteriori ricerche. Però, certo, gli indizi sono forti.

Infine, l’unica buona notizia per i fumatori: i risultati hanno mostrato che il microbioma degli ex fumatori, che hanno smesso di fumare da almeno 10 anni, è uguale a quello di chi non ha mai fumato. Insomma, è sufficiente dire addio alle sigarette perché la composizione dei batteri nella bocca torni, seppur lentamente, al suo stato iniziale.


FONTE: www.healthdesk.it

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