Circa il 60% dei vecchi edifici presenti nella penisola italiana sono a rischio. Si parla di un piano prevenzione.

I terremoti sono eventi naturali incontrollabili ed imprevedibili. Circa il 60% dei vecchi edifici presenti nella penisola italiana sono a rischio. Si parla di un piano prevenzione. Una emergenza segnalata anche dal Mit e in primo piano sui giornali stranieri.


La carta sismica italiana della Protezione civile

terremoto - carta sismica italia
Carta sismica – fonte: www.repubblica.it

I terremoti sono eventi naturali incontrollabili ed imprevedibili. Circa il 60% dei vecchi edifici presenti nella penisola italiana sono a rischio. Si parla di un piano prevenzione. Una emergenza segnalata anche dal Mit e in primo piano sui giornali stranieri che puntano sulle norme edilizie troppo permissive nella penisola italiana, e gli esperti del Mit di Boston che sostengono in maniera netta come “la scossa del 24 agosto non era poi così elevata”. A dare maggior sostegno a tali critiche, sono i numeri sulle abitazioni realizzate prima degli anni Ottanta e mai messe in sicurezza. I dati raccolti infatti evidenziano che il 60% degli edifici costruiti in Italia prima del 1971 e di questi 2,1 milioni sono in stato “pessimo o mediocre”, come rilevato dall’Ance.

Lo Stato italiano dagli anni Sessanta a oggi, per far fronte a tale situazione, ha investito 150 miliardi di euro dopo i terremoti per ricostruire quanto crollato, ma in prevenzione ha stanziato appena un miliardo e solo dopo gli eventi sismici del 2009 avvenuti  all’Aquila. E di quest’ultima cifra sono stati realmente spesi poche decine di milioni in 250 edifici pubblici. Poi il nulla.

Nei giorni successivi al terremoto che ha colpito il Centro Italia i giornali stranieri sollevano polimiche sulle norme edili italiane, che sarebbero troppo permissive.  Ma è dal Mit di Boston che arrivano bordate contro l’Italia in fatto di prevenzione sismica: “Il Paese ha una vasta esperienza di terremoti, ma continua a soffrire più di altre nazioni sviluppate ogni volta che la terra trema”, scrive sulla rivista del Mit Michael Reilly. Nel suo articolo Reilly sottolinea come le norme antisismiche arrivate negli anni Settanta in alcuni casi non siano state rispettate e che comunque l’Italia sconta un grave ritardo in tema di prevenzione sismica.
In Italia oltre la metà degli edifici è realizzata prima degli anni Settanta e oltre 2 milioni di edifici sono in stato “mediocre o pessimo” secondo Ance e Istat. Nelle aree a elevato rischio sismico ricadono poi quasi 5 milioni di edifici che andrebbero in grandissima parte, secondo i tecnici per almeno il 70 %, messi in sicurezza. Ma i pochi spiccioli stanziati dallo Stato soltanto dopo il 2009 non bastano e in ogni caso sono stati spesi per pochissimi edifici pubblici.


FONTE: www.repubblica.it

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