Cambiare casa da piccoli può avere conseguenze sulla salute mentale a lungo termine

L’età più delicata è l’adolescenza: chi cambia casa tra i 12 e i 14 anni è più a rischio di soffrire di depressione e disturbi della personalità. Uno studio dell’Università di Manchester ricostruisce l’impatto degli spostamenti famigliari sul futuro equilibrio psichico di bambini e teenager


traslocoCasa, dolce casa. Vale a qualunque età, ma per i bambini e gli adolescenti il sapore delle mura domestiche non è solo dolce, è anche salutare. Cambiare casa da piccoli, infatti, può avere conseguenze negative sulla salute e il benessere psichico in età adulta.

E quei capricci, malumori, disagi che molte famiglie considerano una normale crisi passeggera dovuta al trasferimento possono essere in realtà un fattore di rischio più serio con effetti a lungo termine.

A sostenerlo sono gli epidemiologi del Centre for Mental Health and Safety, dell’Università di Manchester nel Regno Unito, dal 2014 impegnati in un un programma di ricerca per individuare i fattori di rischio nella prima infanzia e nell’adolescenza per i disturbi mentali e del comportamento mostrati in età adulta. E tra questi c’è anche il trasloco in una nuova casa.

La ricerca pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine, rappresenta il più ampio studio sulla mobilità residenziale mai condotto prima, con dati statisticamente non certo trascurabili: 1,4 milioni di persone monitorate per un lungo periodo della loro vita, dai 15 anni ai quaranta.

Un campione così vasto poteva essere offerto dal paese che meglio degli altri segue e archivia in scrupolosi database qualunque cosa accada ai suoi abitanti, compreso i cambi di residenza: la Danimarca.

Da questa immensa mole di dati, gli scienziati inglesi hanno potuto ricostruire le conseguenze che i traslochi subiti prima dei 15 anni di età hanno avuto sulla salute mentale dei cittadini danesi.

L’indagine si è concentrata sui nati tra il 1971 e il 1997. Ogni trasferimento è stato classificato in base all’età, in modo da poter distinguere gli effetti sulla salute della persona adulta di un’esperienza vissuta nell’infanzia o nell’adolescenza. Non sono stati presi in considerazione i casi di piccoli spostamenti all’interno dello stesso comune.

I ricercatori hanno distinto tre categorie di rischi che possono essere correlati al numero di armi e bagagli fatti da piccoli: sviluppo di atteggiamenti violenti verso se stessi e gli altri (aumento di suicidi o di criminalità), disturbi della personalità o dell’umore (depressione, disturbo bipolare, ansia), anoressia o bulimia, problemi di salute mentale, schizofrenia e abusi di sostanze come alcool o cannabis, morte prematura.

Ebbene, mettendo insieme le storie di tanti individui, gli autori dello studio hanno confezionato un quadro completo degli effetti del trasloco sulla salute mentale.

Dimostrando che i trasferimenti in nuove case subiti da piccoli sono associati a un elevato rischio di sviluppare tutto lo spettro dei disordini psichiatrici. E che questo rischio aumenta quando a un trasloco ne seguono altri nel giro di poco tempo.

I ricercatori hanno inoltre individuato i pericoli specifici per ogni età: disturbi schizoaffettivi per chi cambia casa a 9, 10 e 13 anni, disordine bipolare per bambini e ragazzi di 2, 4, 5, 7, 9, 13 e 14 anni.

L’età più delicata per i disturbi del comportamento e per la depressione, senza distinzioni di genere, è senza dubbio l’adolescenza: tra chi ha cambiato casa quando era un teen ager si riscontra un aumento di atteggiamenti antisociali, consumo di sostanze stupefacenti e tentativi di suicidio rispetto a chi ha passato gli anni del liceo sempre allo stesso indirizzo. Il rischio è maggiore se il cambiamento, tra i 12 e i 14 anni, si è ripetuto con frequenza.

Lo studio ha anche evidenziato un considerevole aumento di comportamenti violenti tra chi ha varcato diverse nuove soglie di casa in periodi brevi. Mentre non ha trovato una correlazione diretta con i disordini dell’alimentazione: bulimia e anoressia nervosa non sembrano avere molto a che fare con i traslochi delle famiglie. Invece l’ansia e le forme di somatizzazione colpiscono tutti indifferentemente dall’età, si salvano solamente i neonati fino a un anno di età.


FONTE: www.healthdesk.it

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